Non è certo della buona e fumante ricotta che vi voglio parlare, ma di una che, di quella vera, ha solo la forma.
E' la "ricotta " di pietra, che si trovava accostata al muro del palazzo che apparteneva alla antica famiglia Andreaggi.
La pietra si trovava prima conficcata mediamente l'estremità più robusta e grezza nel terreno, tra la strada e il marciapiede, in coppia con una uguale e fungeva da elemento decorativo al prospetto del palazzo.
Le due colonne furono rimosse nell'ottobre del 1948, quando furono realizzati ai lati della strada, i marciapiedi di cemento.
Da allora una delle due è sempre stata davanti all'antica costruzione, fino a quando, un caldo pomeriggio dell'estate 1971 la colonna, legata a delle robustissime catene, veniva trascinata da un trattore nel cortile più interno del palazzo, lasciando vuoto quel posto che aveva occupato per tanto tempo.
I passanti quella sera si accorsero che mancava qualcosa, sopratutto i giovani, che avevano perso il punto di riferimento per le loro riunioni.
Subito domandarono, chiesero, fecero di tutto perchè "la ricotta" ritornasse dov'era: sembrava materialmente impossibile ma i ragazzi non si scoraggiarono e fecero rotolare di nuovo la pesante pietra dal cortile fino al marciapiede.
Anche (spesso) adesso mi è capitato di vedere dei giovani passeggiare tranquillamente sul corso Roma e poi tutt'a un tratto fare a gara per conquistarsi un posto a sedere.
A dire il vero questo improvvisato sedile non è che sia stato comodo; infatti sebbene il tempo l'abbia reso levigato e lucido, è e rimarrà sempre una pietra.
Nonostante tutto però questa è sempre occupata, perchè la sua posizione permette, a chi vi si siede, di avere un'ampia visione lungo tutta la strada principale di Pianopoli, e diciamolo pure, di osservare e pettegolare su ogni persona o cosa che da lì si scorge.
Infatti, in un'ora di relax per i pianopoletani questo è forse uno dei pochi diversivi che il paese può offrire.
Questa antica pietra, me la ricordo da sempre così come è oggi; ho visto viandanti farne tavolo e sedia per mangiare, giovani improvvisarne uno ripiano per giocare a carte e fidanzatini una romantica panchina; ho visto inoltre ragazzi farne luogo di riunione e vecchi e giovani seduti a parlare.
Chissà quanti discorsi sono stati fatti di quanti litigi è stata testimone!
Le chiacchiere, le battute, le serenate, tutte le ha sentite <la Ricotta>, la quale non è che una pietra, che non potrà mai raccontare a nessuno i discorsi, le speranze, le risate della gente che e passata di lì.
fonte: La Voce di Pianopoli "75
Agosto 1975 - numero unico -pagina n.6
*****************Foto della Ricotta di Joe Fagà***************
No comments:
Post a Comment